Blog › Conto Termico 3.0 per le imprese: dal 25% al 65% a fondo perduto su pompe di calore, cappotto e LED
Conto Termico 3.0 per le imprese: dal 25% al 65% a fondo perduto su pompe di calore, cappotto e LED
Aggiornato il · di Redazione bandinQiaro – revisionato da un dottore commercialista · 23 min di lettura
Conto Termico 3.0 del GSE per le imprese: quanto vale (25-65%), spese ammesse e non, software, tassazione IRES e IRAP, cumulo con altri aiuti e come chiederlo prima dei lavori. Esempi in euro.
Una piccola impresa del Nord che sostituisce la vecchia caldaia a gas con una pompa di calore aria/acqua da 30 kW, spendendo 30.000 euro più IVA, può ricevere dal GSE circa 15.600 euro a fondo perduto con una macchina in classe A+++ (efficienza stagionale 150%), come nel calcolatore qui sotto. Li riceve in due rate annuali: in zona climatica E la formula del GSE per quella macchina resta sotto il tetto del 65%, che varrebbe 19.500 euro. È il Conto Termico 3.0: non uno sconto fiscale ma un bonifico sul conto dell'impresa dopo la fine dei lavori, dal 25% al 65% della spesa ammessa per cappotto, infissi, LED, building automation e impianti a fonti rinnovabili. La condizione da non sbagliare è una sola: per le imprese la richiesta preliminare va inviata prima di firmare il primo ordine.
Calcola il Conto Termico 3.0 della tua impresa
Bastano quattro dati per stimare il contributo su una pompa di calore. Per cappotto, infissi, LED e gli altri interventi apri il calcolo avanzato in fondo.
| Intervento | Formula GSE | Tetto imprese | Incentivo |
|---|---|---|---|
| Contributo stimato | - | ||
| Come arriva | - | ||
Calcolo avanzato: altri interventi e dati tecnici
Pompa di calore: dati tecnici e sistemi ibridi (III.A, III.B)
Per le imprese non sono ammessi le pompe di calore a gas e gli ibridi con caldaia a gas.
Isolamento di coperture, pavimenti e pareti (II.A)
Infissi (II.B)
Schermature solari (II.C)
Trasformazione in edificio a energia quasi zero, nZEB (II.D)
Illuminazione (II.E)
Building automation (II.F)
Colonnine di ricarica, solo con la pompa di calore (II.G)
Fotovoltaico e accumulo, solo con la pompa di calore (II.H)
Generatore a biomassa (III.C)
Solare termico (III.D)
Scaldacqua a pompa di calore (III.E)
Allaccio al teleriscaldamento efficiente (III.F)
Stima con le formule dell'Allegato 2 del DM 7/8/2025 e delle Regole Applicative GSE: per ogni intervento il minore tra la formula e il tetto percentuale per le imprese sui costi ammissibili (IVA esclusa, entro i costi massimi). Dalla prima rata il GSE trattiene l'1% (al massimo 250 euro più IVA). La cifra vera la decide il GSE dopo l'istruttoria. Per le imprese la richiesta preliminare va inviata prima del primo ordine.
In 30 secondi
- Contributo a fondo perduto del GSE: per ogni intervento il minore tra la formula del GSE (costi massimi, kW, zona climatica) e il tetto per le imprese, dal 25% al 65% della spesa ammessa, IVA esclusa.
- Due famiglie di interventi: efficienza dell'edificio (cappotto, infissi, LED, building automation) e impianti a fonti rinnovabili (pompe di calore, biomassa, solare termico).
- Niente gas: per le imprese nessun apparecchio a combustibili fossili.
- Regola d'oro: richiesta preliminare prima del primo ordine; richiesta di accesso diretto entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Pagamento in 1, 2 o 5 rate annuali; contributo tassato pro quota con l'ammortamento, senza ritenuta del 4%.
- Cumulo: non si somma con iperammortamento e crediti d'imposta sulle stesse spese; si somma con il Fondo di garanzia e, secondo la lettura più diffusa, con la Nuova Sabatini (da confermare con il GSE).
Cos'è e quanto budget c'è
Il Conto Termico 3.0 nasce dal decreto MASE del 7 agosto 2025 (Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26/09/2025), in vigore dal 25 dicembre 2025, senza una data di chiusura. Lo gestisce il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) secondo le Regole Applicative approvate il 19/12/2025.
- Budget: 900 milioni di euro l'anno. Per il 2026 il decreto direttoriale MASE n. 72 del 10 aprile 2026 li ha divisi a metà: 450 milioni per le Pubbliche amministrazioni e 450 per i soggetti privati (prima erano 400 e 500). Dentro la quota dei privati restano 150 milioni per le imprese.
- Tetto: 30 milioni di euro per singola impresa e intervento.
- Le risorse possono finire: 60 giorni dopo il raggiungimento del limite annuo per le imprese il GSE non accetta più domande.
Stato del portale. Il 3 marzo 2026 il GSE ha sospeso l'invio di nuove richieste dopo circa 1,3 miliardi di euro di domande nei primi giorni. Il portale è stato riaperto il 13 aprile 2026, solo in modalità "accesso diretto" (cioè a lavori conclusi). Chi aveva il limite di 90 giorni in scadenza tra il 3 marzo e il 12 aprile 2026, quando il portale era chiuso, ha avuto 40 giorni in più, senza dover chiedere nulla (FAQ del GSE del 13 aprile 2026). La funzione "valutazione preliminare imprese" è rimasta attiva anche durante la sospensione. Gli aggiornamenti sono sulla pagina del GSE.
A chi conviene
Conviene soprattutto alle imprese che hanno un edificio riscaldato e un impianto vecchio da cambiare comunque: alberghi, ristoranti, laboratori artigiani, capannoni riscaldati, negozi, uffici, aziende agricole con serre. Possono chiederlo imprese di ogni dimensione, comprese ditte individuali e aziende agricole (oltre a professionisti, Enti del Terzo Settore, Pubbliche amministrazioni e privati, che qui non trattiamo).
Serve la disponibilità dell'edificio: essere proprietari oppure titolari di un altro diritto reale o personale di godimento, per esempio un contratto di affitto. L'edificio deve essere esistente e accatastato.
Due regole sulla categoria catastale:
- i lavori di efficienza energetica (Titolo II) sono ammessi per le imprese solo su edifici dell'ambito terziario: categoria A/10 (uffici), gruppi B, C (esclusi C/6 e C/7), D (escluso D/9) ed E (esclusi E/2, E/4, E/6), secondo la tabella 6 delle Regole Applicative;
- gli impianti a fonti rinnovabili (Titolo III) sono ammessi anche su edifici residenziali.
Cosa si finanzia
Titolo II, efficienza energetica degli edifici esistenti:
- II.A isolamento di pareti e coperture (il "cappotto");
- II.B sostituzione degli infissi;
- II.C schermature solari;
- II.D trasformazione in edificio a energia quasi zero (nZEB);
- II.E illuminazione efficiente, interna e delle pertinenze esterne;
- II.F building automation e termoregolazione;
- II.G colonnine di ricarica, solo insieme a una pompa di calore elettrica;
- II.H fotovoltaico e batterie, solo insieme a una pompa di calore elettrica.
Titolo III, impianti termici a fonti rinnovabili fino a 2.000 kW (in genere in sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente):
- III.A pompe di calore;
- III.B sistemi ibridi;
- III.C generatori a biomassa, anche per serre e calore di processo;
- III.D solare termico, fino a 2.500 m²;
- III.E scaldacqua a pompa di calore;
- III.F allaccio a un teleriscaldamento efficiente;
- III.G microcogenerazione da fonti rinnovabili.
Tre condizioni per le imprese (art. 25 del decreto):
- i lavori di efficienza (Titolo II) devono ridurre il fabbisogno di energia primaria di almeno il 10%, o del 20% in caso di multi-intervento, dimostrato con l'APE (Attestato di Prestazione Energetica) prima e dopo i lavori;
- niente apparecchi a combustibili fossili, gas naturale compreso;
- nessun aiuto se i lavori partono prima della richiesta preliminare.
Esempi di spese ammesse
- Materiali e posa del cappotto, nuovi serramenti, tende e frangisole esterni.
- Corpi illuminanti LED e relativi sistemi di regolazione.
- Pompa di calore, sistemi ibridi, caldaia a biomassa, pannelli solari termici, scaldacqua a pompa di calore.
- Smontaggio del vecchio impianto, adeguamenti dell'impianto elettrico e idraulico collegati all'intervento.
- Prestazioni professionali (progetto, direzione lavori, asseverazione) e, per le PMI, anche il costo dell'APE prima e dopo i lavori (art. 26).
- Il trasporto, che fa parte della fornitura.
Esempi di spese non ammesse
- Caldaie a gas, anche a condensazione, e pompe di calore a gas.
- Fotovoltaico, batterie o colonnine da soli, senza pompa di calore elettrica.
- Lavori su edifici nuovi o non accatastati.
- Costi non legati al miglioramento energetico (art. 26: tinteggiature, arredi, rifacimenti estetici).
- L'IVA, che per le imprese non entra nel calcolo (art. 27, comma 7).
- La parte di spesa oltre i costi massimi unitari (euro al m², euro al kW) fissati negli allegati al decreto.
E il software?
Il Conto Termico non finanzia software in quanto tale: gestionali, ERP, licenze, piattaforme cloud o SaaS, cybersecurity e strumenti di intelligenza artificiale non sono spese ammesse. L'unico spazio è l'intervento II.F building automation: sono ammessi la fornitura e la messa in opera di sistemi di automazione e controllo dell'edificio (BACS) che regolano riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, acqua calda, luci e schermature, con funzioni di controllo integrato, diagnostica e rilevamento dei consumi. Il sistema deve raggiungere almeno la classe B della norma UNI EN ISO 52120-1. Il software di regolazione e supervisione rientra quindi solo come parte del sistema fornito e installato, non come prodotto separato. Le Regole Applicative non citano canoni o abbonamenti cloud tra le spese ammesse: se il preventivo li contiene, va verificato con il GSE. Per la building automation il costo massimo ammesso è di 60 euro al m².
Quanto vale
Il calcolo si fa in due passaggi. Prima la formula del GSE di ogni intervento (Allegato 2 del decreto): per i lavori di efficienza il 40% della spesa entro i costi massimi al m² (50% per il cappotto nelle zone climatiche E ed F, 55% se insieme c'è una pompa di calore), per le pompe di calore un importo per kW che dipende da zona climatica, efficienza e tipo di macchina. Poi il tetto per le imprese del Titolo V, cioè la percentuale massima dei costi ammissibili (IVA esclusa) nella tabella qui sotto. Il GSE paga il minore dei due: lo ripete nei suoi webinar del 2026 ("incentivo erogabile: minimo tra incentivo previsto e intensità massima dell'aiuto"). Il calcolatore in alto fa tutti e due i passaggi.
Nel tetto le maggiorazioni sono punti percentuali che si sommano alla base (tabella 11 delle Regole Applicative, par. 4.2.1), sempre entro il massimo.
| Voce | Titolo II, efficienza energetica | Titolo III, fonti rinnovabili |
|---|---|---|
| Base | 25% intervento singolo; 30% multi-intervento | 45% |
| Piccola impresa | +20 punti | +20 punti |
| Media impresa | +10 punti | +10 punti |
| Zone assistite art. 107.3.a TFUE | +15 punti | non previsto |
| Zone assistite art. 107.3.c TFUE | +5 punti | non previsto |
| Energia primaria ridotta di almeno il 40% | +15 punti | non previsto |
| Tetto | 65% PMI, 60% grandi (sempre 30% per II.D, II.G e II.H) | 65% piccole, 55% medie, 45% grandi |
Multi-intervento, per le imprese, vuol dire due o più interventi del Titolo II realizzati insieme sullo stesso edificio (per esempio copertura e LED, o LED e colonnine), oppure gli interventi II.D, II.G e II.H. Una pompa di calore (Titolo III) abbinata a un solo intervento di efficienza non fa salire quest'ultimo al 30%: resta al 25% più le maggiorazioni. È la lettura prudente (vedi l'esempio dell'artigiano qui sotto).
Casi tipici:
- grande impresa, un solo intervento di efficienza, fuori dalle zone assistite: 25%;
- piccola impresa, un solo intervento di efficienza: 25% + 20 = 45%;
- piccola impresa, più interventi di efficienza: 30% + 20 = 50%;
- piccola impresa, più interventi in zona 107.3.a: 30% + 20 + 15 = 65%, il tetto;
- pompa di calore di una piccola impresa: 45% + 20 = 65%.
Sono tetti: per LED, building automation e schermature la formula del GSE si ferma al 40%, quindi anche una piccola impresa al Sud prende al massimo il 40%; per le pompe di calore la formula dà spesso meno del tetto, soprattutto nelle zone climatiche calde e con macchine poco efficienti.
Componenti prodotti nell'Unione europea: +10%. Per gli interventi di efficienza da II.A a II.F (cappotto, infissi, schermature, nZEB, illuminazione, building automation), se i componenti principali sono prodotti nell'Unione europea, l'incentivo sale del 10%. Va dichiarato nella domanda e resta sempre entro il tetto per le imprese (par. 4.2 e allegato 4 delle Regole Applicative).
Dal contributo il GSE trattiene l'1% per i propri costi, con un massimo di 250 euro più IVA, sulla prima rata (par. 4.7 delle Regole Applicative).
Come arriva il pagamento
- fino a 15.000 euro di contributo: rata unica;
- oltre 15.000 euro: rate annuali costanti, 2 anni per pompe di calore, sistemi ibridi e scaldacqua fino a 35 kW, 5 anni per gli interventi del Titolo II e per gli impianti più grandi. Con più interventi si applica la durata più lunga;
- la rata parte entro l'ultimo giorno del mese successivo alla fine del bimestre in cui il GSE ammette la domanda.
Esempi per tipo di impresa
Cifre indicative calcolate con le formule del GSE e i tetti qui sopra, per edifici nella zona climatica E (gran parte del Nord) e pompe di calore aria/acqua con SCOP 4 (SCOP: quanta energia termica la macchina produce in media nella stagione per ogni unità di elettricità) ed efficienza stagionale del 150%: il contributo reale lo decide l'istruttoria del GSE. Puoi rifare ogni esempio con il calcolatore in alto.
Manifattura PMI con capannone. Una media impresa con un capannone riscaldato di 5.000 m² al Nord (gruppo D) isola la copertura (350.000 euro) e passa ai LED (100.000 euro): multi-intervento del Titolo II, tetto 30% + 10 = 40%. La copertura prende il 40% (140.000 euro; la formula arriverebbe al 55% perché c'è anche la pompa di calore), i LED il 40% (40.000 euro). Se la prestazione energetica migliora di almeno il 40%, il tetto sale al 55%: la copertura arriva a 192.500 euro, i LED restano al 40% della formula. Poi installa pompe di calore da 300 kW per 150.000 euro: la formula darebbe circa 156.000 euro, il tetto della media impresa (55%) si ferma a 82.500. In tutto circa 262.500 euro su 600.000 (315.000 con il risparmio del 40%), in 5 rate annuali. Sulle stesse spese non si può avere anche l'iperammortamento: bisogna scegliere.
Artigiano, laboratorio. Una micro impresa con un laboratorio di 400 m² (categoria C/3) sostituisce la caldaia a gas con una pompa di calore da 40 kW (30.000 euro) e isola la copertura (40.000 euro). Pompa di calore: la formula dà circa 20.900 euro, il tetto del 65% 19.500. Copertura come unico intervento di efficienza: formula al 55% (c'è la pompa di calore), tetto al 45% (25% + 20), quindi 18.000 euro. In tutto circa 37.500 euro su 70.000, in 5 rate perché c'è un intervento del Titolo II. La copertura deve far risparmiare almeno il 10% di energia primaria. Il 45% è la lettura prudente: una FAQ del GSE (3 febbraio 2026) fa pensare che la combinazione con la pompa di calore conti come multi-intervento, con tetto al 50%, cioè 20.000 euro invece di 18.000.
Azienda agricola o agroalimentare. Un'azienda con serre (piccola impresa) installa una caldaia a biomassa da 200 kW per scaldarle: 120.000 euro. Il decreto (art. 25, comma 4) ammette per le aziende agricole anche la nuova installazione, non solo la sostituzione. La formula del GSE dà 200 kW × 1.700 ore × 0,025 euro × 5 anni = 42.500 euro, fino a 63.750 euro se le emissioni di polveri sono oltre il 50% sotto la classe 5 stelle; il tetto del 65% (78.000 euro) non si raggiunge.
Logistica con più sedi. Una media impresa con sei magazzini riscaldati da 3.000 m² mette i LED in tutti: 40.000 euro a sede, 240.000 in tutto. Intervento singolo del Titolo II: tetto 25% + 10 = 35% (la formula arriverebbe al 40%), circa 14.000 euro a sede e 84.000 in tutto, con una pratica per edificio e ciascuna in rata unica. Ogni sede deve avere una categoria ammessa e risparmiare almeno il 10% di energia primaria, da dimostrare con APE prima e dopo.
Bar, ristorante, hotel. Un hotel di 40 camere (piccola impresa) sostituisce la caldaia a gas con pompe di calore da 120 kW e aggiunge il solare termico per l'acqua calda: 180.000 euro. Pompe di calore (130.000 euro): la formula dà circa 62.600 euro, sotto il tetto del 65%. Solare termico (40 m², 50.000 euro): 0,32 euro × circa 450 kWh/m² (dato del certificato Solar Keymark) × 40 m² × 2 anni = circa 11.500 euro. In tutto circa 74.000 euro su 180.000, il 41%. Il contributo supera 15.000 euro e la pompa di calore supera 35 kW: pagamento in 5 rate annuali.
Negozio. Un negozio di 150 m² (categoria C/1, micro impresa) passa a una pompa di calore da 12 kW (12.000 euro) e ai LED (6.000 euro). Pompa di calore: la formula dà circa 6.250 euro (il tetto del 65% sarebbe 7.800). LED: 40 euro al m² contro un costo massimo di 35, quindi 40% × 35 × 150 m² = 2.100 euro. Totale circa 8.350 euro, in una sola rata perché sotto i 15.000 euro. Con uno split aria/aria il coefficiente del GSE è più basso e l'incentivo si dimezza. I LED devono far risparmiare almeno il 10% di energia primaria.
Studio o ufficio di servizi. Una piccola impresa con un ufficio di 250 m² (categoria A/10) sostituisce la caldaia con una pompa di calore da 20 kW (18.000 euro) e cambia le luci (7.000 euro): pompa di calore circa 10.400 euro (formula, sotto il tetto di 11.700), luci al 40% = 2.800 euro. Circa 13.200 euro su 25.000, in una sola rata perché sotto i 15.000 euro. Conviene soprattutto se l'impianto è da cambiare comunque.
Startup, impresa digitale. In un coworking non c'è un edificio a disposizione, quindi niente Conto Termico. Con un ufficio in affitto si può sostituire il riscaldamento, per esempio con una pompa di calore da 8 kW da 6.000 euro: la formula darebbe circa 4.200 euro, il tetto del 65% si ferma a 3.900 euro. I server, il software e le licenze non sono finanziabili.
Aspetti fiscali
Natura del contributo. Le Regole Applicative (par. 4.6) dicono che l'incentivo ha natura di contributo in conto impianti (cioè dato per comprare beni che durano più anni, come un impianto), non è soggetto alla ritenuta del 4% dell'art. 28 del DPR 600/1973 ed è fuori campo IVA: l'impresa non emette fattura al GSE. La ritenuta del 4% esiste ancora (il D.Lgs. 33/2025, Testo unico versamenti e riscossione, ne ha ripreso la regola), ma riguarda i contributi per le spese correnti, non quelli per l'acquisto di beni strumentali come questo. Il GSE fattura invece a parte la trattenuta dell'1%.
IRES e IRPEF. Per l'art. 88, comma 3, lettera b) del TUIR i contributi per l'acquisto di beni ammortizzabili non sono sopravvenienze attive: non si tassano tutti nell'anno dell'incasso, ma concorrono al reddito un po' ogni anno, insieme all'ammortamento del bene. In bilancio, secondo l'OIC 16, si può ridurre il costo del bene (metodo diretto) oppure iscrivere il contributo tra i ricavi pro quota con un risconto passivo, cioè una voce del bilancio che rinvia agli anni successivi la parte di contributo non ancora maturata (metodo indiretto): l'effetto sul reddito è lo stesso. La regola vale sia per le società (IRES) sia per imprese individuali e società di persone (IRPEF).
IRAP. Per le società di capitali la base IRAP segue il conto economico (art. 5 del D.Lgs. 446/1997) e i contributi erogati in base a una norma di legge concorrono alla base imponibile, salvo quelli legati a costi indeducibili (art. 5, comma 3). Quindi il contributo pesa anche sull'IRAP, attraverso la quota di ricavo o il minore ammortamento. Le persone fisiche titolari di impresa individuale non pagano l'IRAP dal 2022.
Esempio. Una Srl piccola impresa del Nord installa una pompa di calore aria/acqua da 80 kW: spesa ammessa 100.000 euro più IVA. La formula del GSE dà circa 41.700 euro (sotto il tetto del 65%, 65.000), pagati in 5 rate annuali da 8.340 euro (dalla prima si tolgono 250 euro più IVA di trattenuta). Ipotizzando un ammortamento del 10% annuo (il coefficiente reale dipende dal settore):
- ammortamento: 10.000 euro l'anno per 10 anni;
- quota di contributo che diventa ricavo: 4.170 euro l'anno per 10 anni;
- costo netto deducibile: 5.830 euro l'anno;
- imposte in più dovute al contributo: IRES 24% su 4.170 = circa 1.000 euro, IRAP 3,9% (aliquota base, varia per regione e settore) = circa 163 euro; in tutto circa 1.163 euro l'anno, 11.630 euro in 10 anni;
- beneficio netto: 41.700 − 11.630 = circa 30.070 euro, il 30% della spesa.
Il contributo arriva in 5 anni ma si tassa in 10: un piccolo vantaggio finanziario.
Esempio per una ditta individuale. Se la stessa pompa di calore da 80 kW la installa un artigiano in impresa individuale, il contributo è lo stesso (41.700 euro, piccola impresa) e ogni anno 4.170 euro diventano reddito. Si paga l'IRPEF con l'aliquota più alta raggiunta dal titolare; l'IRAP no, perché le persone fisiche non la pagano.
- Con IRPEF al 23% (reddito fino a 28.000 euro): circa 960 euro l'anno, 9.590 in 10 anni. Beneficio netto circa 32.100 euro, il 32% della spesa.
- Con IRPEF al 33% (reddito tra 28.000 e 50.000 euro): circa 1.376 euro l'anno, 13.760 in 10 anni. Beneficio netto circa 27.900 euro, il 28% della spesa.
Nel conto non ci sono le addizionali regionali e comunali, che aumentano un po' l'imposta.
Come si ottiene, passo per passo
Tutto passa dal Portaltermico, a cui si accede dall'Area Clienti del GSE (guida al portale).
- Prima di avviare i lavori, inviare la "richiesta preliminare di accesso agli incentivi" secondo il Modello 4: nome e dimensione dell'impresa, descrizione del progetto con date, ubicazione, elenco dei costi, tipo e importo dell'aiuto richiesto. L'avvio dei lavori è la prima data fra l'inizio del cantiere e il primo impegno vincolante a ordinare (ordine firmato, acconto). Se il progetto cambia, la richiesta va annullata e ripresentata, sempre prima di partire.
- Realizzare l'intervento con asseverazione del tecnico, APE prima e dopo per il Titolo II, pagamenti tracciabili. I prodotti del catalogo degli apparecchi prequalificati semplificano la pratica.
- Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, presentare la richiesta di "accesso diretto". Le imprese non possono usare la prenotazione, riservata a Pubbliche amministrazioni ed ETS.
- Dopo l'istruttoria si perfeziona la scheda-contratto con il GSE e partono i pagamenti, con i tempi visti sopra.
I moduli (avvio e fine lavori, asseverazione, spese, autorizzazione del proprietario e altri) sono nella pagina Documenti del GSE.
Si può sommare ad altri aiuti?
Le regole sono negli articoli 17 e 27 del decreto, nel par. 4.5 delle Regole Applicative e nella FAQ ufficiale del GSE sul cumulo.
Non si somma con altri incentivi statali sugli stessi costi. Il GSE considera incentivi statali i contributi delle amministrazioni centrali e le agevolazioni fiscali come superammortamento, iperammortamento, crediti d'imposta (es. Transizione 5.0), oltre alle detrazioni fiscali come l'Ecobonus. Non si somma nemmeno con i Certificati Bianchi.
Si somma con:
- fondi di garanzia, quindi il Fondo di garanzia per le PMI;
- fondi di rotazione;
- la Nuova Sabatini, secondo la lettura più diffusa, perché il decreto ammette i contributi in conto interessi (quelli che pagano una parte degli interessi di un finanziamento); da confermare con il GSE;
- aiuti di Stato non di origine statale, come i bandi di Regioni e Camere di commercio, anche sugli stessi costi, ma entro i tetti di intensità visti sopra (65%, 60%, 55% o 45%).
Il Conto Termico per le imprese è un aiuto di Stato in esenzione: il decreto richiama il regolamento GBER (UE 651/2014, artt. 38-bis e 41: il regolamento europeo che ammette alcuni aiuti senza notificarli alla Commissione), non il de minimis (gli aiuti di piccolo importo, fino a 300.000 euro in tre anni per impresa). Nella domanda vanno indicati gli altri aiuti ricevuti, con i codici COR del Registro Nazionale degli Aiuti.
Chi resta escluso
- Imprese in difficoltà secondo la definizione UE.
- Imprese con un ordine di recupero pendente per aiuti dichiarati illegali.
- Imprese con cause di esclusione degli artt. 94-95 del D.Lgs. 36/2023 o dell'art. 67 del D.Lgs. 159/2011 (antimafia).
- Per il Titolo II, edifici fuori dall'ambito terziario (abitazioni, box e magazzini C/6, tettoie C/7).
Errori frequenti
- Partire prima della richiesta preliminare: anche un ordine firmato o un acconto fanno scattare l'avvio dei lavori, e la domanda diventa inammissibile.
- Superare i 90 giorni dalla fine dei lavori per l'accesso diretto.
- Dimenticare l'APE prima dei lavori: senza, non si dimostra il risparmio minimo.
- Scegliere un impianto a gas o non raggiungere il 10% (20% nel multi-intervento).
- Contare il 30% del multi-intervento quando l'intervento di efficienza è uno solo, anche se abbinato a una pompa di calore.
- Contare sulla percentuale piena: il GSE paga il minore tra la sua formula (costi massimi, kW, zona climatica) e il tetto, e spesso la formula è più bassa.
- Sommare l'iperammortamento o un credito d'imposta sulle stesse spese.
- Trascurare i documenti: il GSE fa controlli e sopralluoghi, con possibile revoca.
Domande frequenti
Il Conto Termico 3.0 è un credito d'imposta?
No. È un contributo a fondo perduto in conto impianti che il GSE versa dopo la fine dei lavori. Concorre al reddito pro quota insieme all'ammortamento.
Il contributo è tassato?
Sì, ai fini IRES o IRPEF e, per le società, IRAP, ma un po' ogni anno insieme all'ammortamento del bene. Non subisce la ritenuta del 4% ed è fuori campo IVA.
Posso chiederlo dopo aver già ordinato i lavori?
No. Per le imprese la richiesta preliminare va inviata prima del primo ordine vincolante o dell'inizio del cantiere.
Quanto tempo ho dopo la fine dei lavori?
Novanta giorni per la richiesta di accesso diretto. Dopo, la domanda è inammissibile.
Posso sostituire la caldaia a gas con una caldaia a gas più nuova?
No. Per le imprese non sono ammessi apparecchi a combustibili fossili. Si può passare a pompa di calore, biomassa, solare termico o teleriscaldamento efficiente.
Il Conto Termico finanzia software o piattaforme digitali?
No. Gestionali, cloud, cybersecurity e IA non sono ammessi. Il software di regolazione è coperto solo come parte di un sistema di building automation (II.F) fornito e installato.
Il fotovoltaico da solo è finanziato?
No. Fotovoltaico, batterie e colonnine sono ammessi solo insieme a una pompa di calore elettrica.
Posso usarlo con la Nuova Sabatini o il Fondo di garanzia?
Con il Fondo di garanzia sì: il decreto ammette i fondi di garanzia e i fondi di rotazione. Con la Nuova Sabatini sì secondo la lettura più diffusa, perché il decreto ammette i contributi in conto interessi; da confermare con il GSE.
Posso usarlo con l'iperammortamento o Transizione 5.0?
Non sulle stesse spese. Il GSE li considera incentivi statali non cumulabili: bisogna scegliere il più conveniente.
Il mio locale è in affitto: posso chiederlo?
Sì. L'affitto dà la disponibilità dell'edificio richiesta dal decreto. Il GSE prevede un modulo di autorizzazione del proprietario (Modello 18), con cui il proprietario autorizza l'intervento e si impegna a non chiedere altri incentivi non cumulabili per lo stesso lavoro.
Il portale è aperto?
Dal 13 aprile 2026 sì, in accesso diretto. Le risorse per le imprese sono limitate: 150 milioni l'anno.
Norme e fonti ufficiali
- DM MASE 7 agosto 2025, Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26/09/2025: art. 17 (cumulo), Titolo V artt. 24-28 (imprese).
- Regole Applicative GSE del 19/12/2025 (par. 4.2 e allegato 4 maggiorazione per componenti UE, 4.2.1 intensità, 4.5 cumulo, 4.6 natura del contributo, 4.7 trattenuta) e allegati al decreto con i costi massimi.
- Decreto direttoriale MASE n. 72 del 10 aprile 2026 (limiti di spesa 2026); FAQ GSE del 13 aprile 2026 (proroga di 40 giorni).
- GSE - Conto Termico 3.0: pagina della misura, Documenti e modulistica, FAQ e supporto, FAQ sul cumulo, Modello 18 (autorizzazione del proprietario), guida al portale, catalogo degli apparecchi prequalificati.
- Fiscalità: art. 88 TUIR, art. 5 D.Lgs. 446/1997, art. 28 DPR 600/1973 (regola ripresa nel D.Lgs. 33/2025), principio contabile OIC 16.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza professionale. Gli importi sono indicativi; l'ammissibilità delle spese e l'importo del contributo dipendono dalle formule del GSE, dai costi massimi unitari e dall'istruttoria.
Il Conto Termico è una delle decine di misure aperte in questo momento. bandinQiaro ti segnala ogni settimana i bandi e gli incentivi più utili per la tua impresa, selezionati su settore, dimensione e territorio, con scadenze e requisiti già filtrati.
Parole difficili
- APE
- Attestato di prestazione energetica: il documento firmato da un tecnico che dice quanta energia consuma l'edificio e la sua classe energetica.
- SCOP
- Efficienza stagionale di una pompa di calore: quante unità di calore produce per ogni unità di elettricità consumata, in media nella stagione. Più è alto, meglio è.
- in conto impianti
- Contributo dato per comprare beni che durano più anni (macchinari, impianti): non si tassa tutto subito, ma un po' ogni anno insieme all'ammortamento del bene.
- risconto passivo
- Scrittura di bilancio che rinvia agli anni successivi una parte di un ricavo già incassato, per farlo pesare un po' ogni anno.
- IRAP
- Imposta regionale sulle attività produttive: la pagano le società e gli enti, non le imprese individuali.
- de minimis
- Aiuti di piccolo importo che l'Unione europea permette senza notifica: ogni impresa può riceverne al massimo 300.000 euro in tre anni, sommando tutti gli aiuti de minimis.
- GBER
- Regolamento europeo (UE 651/2014) che permette agli Stati di dare certi aiuti alle imprese senza chiedere ogni volta l'autorizzazione a Bruxelles, entro percentuali massime.
Fonti ufficiali
- GSE - Conto Termico 3.0
- Gazzetta Ufficiale - DM MASE 7 agosto 2025 (GU n. 224 del 26/09/2025)
- GSE - Regole Applicative Conto Termico 3.0 (19/12/2025)
- GSE - Allegati al DM 7 agosto 2025
- GSE - Conto Termico 3.0, Documenti e modulistica
- GSE - FAQ: con quali incentivi è cumulabile il Conto Termico 3.0
- GSE - Conto Termico 3.0, FAQ e supporto
- GSE - Modello 18, autorizzazione del proprietario
- GSE - Guida all'utilizzo del Portale CT 3.0
- GSE - Apparecchi prequalificati (catalogo)
- TUIR art. 88 (sopravvenienze attive)
- Normattiva - D.Lgs. 446/1997 art. 5 (IRAP)
- Normattiva - DPR 600/1973 art. 28 (ritenuta sui contributi)
- GSE - Conto Termico 3.0, percentuali ed erogazione degli incentivi
- GSE - Webinar Focus Titolo III (3 febbraio 2026)
Quali bandi fanno per la tua impresa?
bandinQiaro controlla ogni giorno i siti di Unione europea, ministeri, Regioni e Camere di commercio e ti segnala solo i bandi adatti alla tua impresa, con una scheda chiara. Prova gratis per 14 giorni, senza carta.
Articolo informativo, scritto sui documenti ufficiali alla data di aggiornamento. Prima di presentare la domanda leggi sempre il bando ufficiale: requisiti, importi e scadenze possono cambiare.