Blog › Software sviluppato su commessa: si possono sommare iperammortamento, credito R&S e patent box?

Software sviluppato su commessa: si possono sommare iperammortamento, credito R&S e patent box?

Aggiornato il · di Redazione bandinQiaro – revisionato da un dottore commercialista · 11 min di lettura

Iperammortamento 2026, credito ricerca e sviluppo e patent box sullo stesso software commissionato a un fornitore: quando si cumulano, requisiti, contratto ed esempio da 100.000 euro.

Un'impresa si fa sviluppare da una software house un programma che diventa suo: un MES per la produzione, un sistema di manutenzione predittiva, una piattaforma di intelligenza artificiale per il controllo qualità. Il costo è di 100.000 euro. Sullo stesso costo può avere l'iperammortamento 2026, il credito d'imposta ricerca e sviluppo e il patent box?

Per legge sì: nessuna delle tre norme vieta di sommarle. Ma i requisiti sono diversi e in parte in conflitto, e l'Agenzia delle Entrate ha già detto che il patent box riduce il credito ricerca e sviluppo. Nella pratica la combinazione piena riesce solo in casi stretti; più spesso se ne ottengono due su tre. Vediamo come impostare il progetto per non perderne nessuna.

In 30 secondi

  • Iperammortamento 2026: software nuovo, in una voce dell'allegato V della legge di bilancio 2026, iscritto tra le immobilizzazioni immateriali e interconnesso. Vale per IRES e IRPEF, non per l'IRAP. Procedura sul portale GSE.
  • Credito ricerca e sviluppo (10%): solo se il progetto è vera ricerca e sviluppo (avanzamento rispetto allo stato dell'arte, incertezza tecnologica), svolta dal fornitore su incarico dell'impresa.
  • Patent box (110%): solo se l'impresa dirige tecnicamente il progetto e si assume il rischio di insuccesso. Un contratto "chiavi in mano" a prezzo fisso con obbligo di risultato, in linea di principio, non va bene.
  • Cumulo: ammesso entro il costo sostenuto. Il patent box riduce la base del credito ricerca e sviluppo; conviene ridurre anche la base dell'iperammortamento.
  • Il contratto si imposta prima di firmarlo. Dopo è troppo tardi.

Le tre misure, in breve

MisuraCosa dàSu quali imposteRequisito decisivo per il software commissionato
Iperammortamento 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 427-436)Costo maggiorato del 180% fino a 2,5 milioni di investimento, deducibile con gli ammortamentiIRES e IRPEF, non IRAPSoftware nuovo dell'allegato V, capitalizzato, interconnesso; comunicazioni al GSE, perizia asseverata (perizia tecnica giurata), certificazione contabile
Credito ricerca e sviluppo (L. 160/2019, art. 1, commi 198-209)Credito d'imposta del 10% della spesa (fino a 5 milioni l'anno), non tassatoSi compensa in F24Progetto di vera ricerca e sviluppo secondo il Manuale di Frascati, svolto dal fornitore commissionario
Patent box (DL 146/2021, art. 6)Costi di ricerca e sviluppo maggiorati del 110%IRES, IRPEF e IRAPSoftware protetto da copyright, direzione tecnica e rischio di insuccesso a carico dell'impresa, diritti ceduti all'impresa

Iperammortamento: il software commissionato va bene?

La legge di bilancio 2026 non distingue tra software comprato, sviluppato su commessa o sviluppato internamente. Per il software su commessa i precedenti sono favorevoli: la circolare dell'Agenzia delle Entrate 4/E del 2017 ammetteva i beni realizzati "mediante contratto di appalto", con il costo considerato sostenuto alla data di ultimazione e accettazione. Il decreto attuativo MIMIT-MEF del 7 maggio 2026 rinvia alle stesse regole di competenza (art. 109 TUIR).

Le condizioni:

  • il software rientra in una voce dell'allegato V (per esempio MES e SCADA, intelligenza artificiale per qualità e manutenzione predittiva, cybersecurity, logistica). Un gestionale amministrativo o un programma da rivendere non rientrano;
  • è nuovo: le FAQ del Ministero escludono l'ammodernamento o lo sviluppo di un software già esistente;
  • è iscritto tra le immobilizzazioni immateriali. Gli abbonamenti SaaS non lo sono e il decreto attuativo li ha lasciati fuori; un'estensione al cloud è allo studio, ma oggi non è in norma;
  • è interconnesso ed entrato in funzione;
  • ci sono perizia asseverata, certificazione contabile e le comunicazioni al GSE nei termini.

La procedura in date. Gli investimenti agevolabili vanno dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La piattaforma GSE è attiva dal 12 giugno 2026 per la comunicazione preventiva; dopo l'esito positivo, entro 60 giorni va inviata la conferma con la prova dell'acconto di almeno il 20% del costo di ciascun bene; poi la comunicazione di completamento, che fa scattare il beneficio nel periodo d'imposta in cui il bene entra in funzione, e una comunicazione periodica entro il 20 gennaio di ogni anno. Le regole sono state ritoccate dal DL 38/2026 (convertito dalla L. 22 maggio 2026 n. 88).

Lo sviluppo interno è il caso più incerto: la conferma chiede l'acconto del 20% con le fatture, che per un bene costruito in casa non esistono nella stessa forma. Serve un chiarimento del Ministero o del GSE. Approfondimento: Iperammortamento 2026, la guida completa.

Credito ricerca e sviluppo: quando lo sviluppo è "ricerca"

La legge ammette le spese per contratti di ricerca "extra muros", se è il fornitore a svolgere direttamente le attività di ricerca e sviluppo. Con università, enti di ricerca e startup innovative italiane la spesa conta al 150%. Il credito è il 10% della base, al netto di altri contributi ricevuti per le stesse spese. Guida completa: credito d'imposta ricerca e sviluppo.

Il punto decisivo è che il progetto sia vera ricerca e sviluppo: un avanzamento rispetto allo stato dell'arte, con un'incertezza tecnologica da risolvere. Uno sviluppo software fatto con tecniche note non lo è: l'Agenzia esclude le attività che sono il risultato di un semplice utilizzo dello stato dell'arte. Dal 2026 la semplice innovazione tecnologica non dà più credito: la linea dell'innovazione tecnologica (art. 1, commi 201 e 203, L. 160/2019) valeva fino al periodo d'imposta 2025.

Il costo conta per intero nell'anno in cui la prestazione del fornitore è ultimata, anche se il software si ammortizza in più anni. Le quote di ammortamento dello stesso software poi non vanno rimesse nel calcolo: sarebbe contarle due volte. Servono le comunicazioni al Ministero tramite GSE, la certificazione contabile e la relazione tecnica.

Patent box: attenzione al contratto "chiavi in mano"

Il patent box maggiora del 110% i costi di ricerca e sviluppo sul software protetto da copyright (non serve il brevetto). La ricerca si può commissionare a terzi, ma l'Agenzia (circolare 5/E del 2023) pone condizioni severe:

  • le attività devono essere svolte sotto la direzione tecnica dell'impresa;
  • il rischio tecnico e finanziario di insuccesso deve restare all'impresa: in linea di principio non sono agevolabili i contratti con obbligo di risultato;
  • il contratto deve cedere all'impresa i diritti di sfruttamento economico del software;
  • il fornitore non deve essere una società del gruppo e deve stare in Italia, nell'UE o in un Paese che scambia informazioni.

Il software comprato già fatto non rientra: il patent box agevola i costi di ricerca e sviluppo, non il prezzo d'acquisto. Con la registrazione del software alla SIAE si possono recuperare anche i costi di creazione degli anni precedenti (fino a 8 periodi d'imposta, art. 6, comma 10-bis, DL 146/2021), dal periodo d'imposta della registrazione. L'opzione dura 5 anni ed è irrevocabile.

Si possono sommare? Le regole sul cumulo

  • Iperammortamento. Cumulabile con altre agevolazioni sugli stessi costi, se il totale non supera il costo sostenuto; la base di calcolo è al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti. L'unico divieto espresso della legge di bilancio 2026 è con Transizione 5.0.
  • Credito ricerca e sviluppo. Cumulabile, se il totale (compreso il vantaggio di non pagarci le tasse) non supera il costo (L. 160/2019, art. 1, comma 204).
  • Patent box e credito ricerca e sviluppo. Il vecchio divieto di cumulo è stato abrogato a fine 2021. Però l'Agenzia chiede di ridurre la base del credito del risparmio IRES e IRAP dato dal patent box (circolare 5/E del 2023). La risposta 102 del 2 aprile 2026 ha aggiunto i dettagli operativi: se il credito è già stato usato, la parte in più si restituisce senza sanzioni né interessi, con F24, con lo stesso codice tributo e anno della compensazione, entro il termine del saldo IRES del periodo in cui si dichiara la variazione in diminuzione. Nel caso esaminato era il 30 giugno 2026, termine ormai passato: oggi vale il termine del saldo IRES dell'anno in cui si fa la variazione, con le sue eventuali proroghe (nel 2026, per esempio, i soggetti ISA hanno avuto il rinvio al 20 luglio). Conta anche il beneficio IRAP teorico, a prescindere dall'effettiva fruizione; la restituzione parte dal periodo di registrazione del software alla SIAE. Assonime (circolare 17/2026) contesta questa lettura e vorrebbe la restituzione solo quando il vantaggio patent box si concretizza: oggi però la posizione dell'Agenzia è quella.
  • Iperammortamento con gli altri due. Non ci sono ancora chiarimenti ufficiali per il 2026. Per prudenza conviene calcolare l'iperammortamento sul costo al netto del credito ricerca e sviluppo e del risparmio da patent box.

Un esempio con i numeri: software da 100.000 euro

Ipotesi: srl in utile (IRES 24%, IRAP 3,9%), software nuovo dell'allegato V completato nel 2026, progetto di vera ricerca e sviluppo commissionato a una società italiana indipendente, contratto con direzione tecnica e rischio a carico dell'impresa, software registrato alla SIAE nel 2026, nessun contributo a fondo perduto.

AgevolazioneCalcoloRisparmio
Patent box100.000 × 110% = 110.000 di deduzione × 27,9% (IRES + IRAP)circa 30.700 euro
Credito ricerca e sviluppo, ridotto per il patent box(100.000 − 30.690) × 10%circa 6.900 euro, più circa 1.900 perché non è tassato
Iperammortamento, base piena100.000 × 180% = 180.000 di deduzione × 24%circa 43.200 euro, negli anni di ammortamento
Iperammortamento, base netta (prudente)(100.000 − 6.931 − 30.690) = 62.379 × 180% × 24%circa 26.900 euro

Totale: circa 82.800 euro con la base piena, circa 66.500 euro con la base netta. In nessun caso si supera il costo di 100.000 euro: il limite del costo non è il problema. Il problema sono i requisiti di ciascuna misura e la riduzione delle basi.

E se la srl è in perdita? Patent box e iperammortamento sono deduzioni: senza reddito imponibile nell'anno non fanno risparmiare imposte subito, ma aumentano la perdita, che si potrà usare negli anni dopo contro i redditi futuri. Il credito ricerca e sviluppo invece si compensa in F24 anche in perdita, per esempio con IVA, ritenute e contributi: per una srl in perdita è l'unica delle tre che dà liquidità subito.

E se è una ditta individuale? Patent box e iperammortamento riducono l'IRPEF del titolare, alla sua aliquota (23%, 33% o 43%, più le addizionali), e non l'IRAP, che le ditte individuali non pagano. Il credito ricerca e sviluppo si usa in F24 anche se la ditta è in perdita.

Come impostare il progetto

Domande frequenti

Posso avere iperammortamento, credito ricerca e sviluppo e patent box sullo stesso software?

Per legge sì, nessuna delle tre norme vieta il cumulo. Servono però i requisiti di tutte e tre: software nuovo dell'allegato V per l'iperammortamento, vera ricerca e sviluppo per il credito, direzione tecnica e rischio a carico dell'impresa per il patent box.

Un software comprato già fatto dà diritto al patent box?

No. Il patent box agevola i costi di ricerca e sviluppo, non il prezzo d'acquisto di un software finito. Un software comprato nuovo e capitalizzato può avere solo l'iperammortamento, se è nell'allegato V.

Il contratto "chiavi in mano" con la software house va bene?

Per l'iperammortamento sì. Per il patent box, in linea di principio no: l'Agenzia esclude i contratti con obbligo di risultato, perché il rischio di insuccesso deve restare all'impresa che commissiona.

Il patent box riduce il credito ricerca e sviluppo?

Sì. L'Agenzia chiede di calcolare il credito sui costi al netto del risparmio IRES e IRAP dato dalla maggiorazione del 110%. Se il credito è già stato usato, la differenza si restituisce con F24, senza sanzioni né interessi, entro il termine del saldo IRES e le sue eventuali proroghe (risposta 102/2026).

Serve il brevetto per il patent box sul software?

No, basta il copyright: il programma deve essere originale. La registrazione alla SIAE serve per recuperare i costi di creazione degli anni precedenti.

L'iperammortamento vale anche per l'IRAP?

No, solo per IRES e IRPEF. Il patent box invece vale anche per l'IRAP; il credito ricerca e sviluppo non è tassato né ai fini IRES né IRAP.

I software in abbonamento (SaaS) hanno l'iperammortamento?

No: il decreto attuativo del 7 maggio 2026 non li ha inclusi. Un'estensione al cloud è stata annunciata come allo studio, ma oggi non c'è.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza professionale: le regole sul cumulo per il 2026 non hanno ancora chiarimenti ufficiali specifici e vanno applicate al caso concreto.

Iperammortamento, credito ricerca e sviluppo e patent box sono tre delle tante misure aperte in questo momento. bandinQiaro ti segnala ogni settimana i bandi e gli incentivi adatti alla tua impresa, selezionati su settore, dimensione e territorio, con scadenze e requisiti già filtrati.

Parole difficili

IRAP
Imposta regionale sulle attività produttive: la pagano le società e gli enti, non le imprese individuali.
perizia asseverata
Relazione tecnica firmata da un ingegnere o perito iscritto all'albo, che ne risponde anche penalmente: attesta che il bene ha i requisiti richiesti.

Fonti ufficiali

Quali bandi fanno per la tua impresa?

bandinQiaro controlla ogni giorno i siti di Unione europea, ministeri, Regioni e Camere di commercio e ti segnala solo i bandi adatti alla tua impresa, con una scheda chiara. Prova gratis per 14 giorni, senza carta.

Registrati e prova gratis Vai alla fonte ufficiale

Articolo informativo, scritto sui documenti ufficiali alla data di aggiornamento. Prima di presentare la domanda leggi sempre il bando ufficiale: requisiti, importi e scadenze possono cambiare.